arte Raffaello

Arte e architettura a bordo

Raffaello – ponte vestiboli

Prima classe:

Vestibolo “Raffaello”

Agli architetti Michele e Giancarlo Busiri Vici fu affidata tutta la parte centrale del ponte Vestiboli che comprendeva anche il vestibolo di classe cabina ed i ristoranti delle due classi superiori.
Come tutti i locali sociali della Raffaello, anche i vestiboli erano decorati con opere d’arte e rappresentavano una degna anteprima per il passeggero appena salito a bordo.
Elemento centrale del vestibolo di Prima classe era un grande bassorilievo di Francesco Coccia che occupava gran parte della parete di prua e si sviluppava ai lati della porta di accesso al grande scalone doppio [fig3]. Il bassorilievo era ovviamente dedicato a Raffaello ed al suo percorso artistico: da Urbino, la sua città natale raffigurata nella porzione di destra, nella quale un albero rigogliosissimo affonda le radici, fino a Roma, la città che lo aveva visto crescere artisticamente e che anche grazie al suo operato si era evoluta nei primi decenni del Cinquecento [fig4].
Come gli altri locali affidati ai Busiri Vici, è un ambiente luminosissimo nel quale anche la presenza di colonne, anziché esser d’impaccio, viene presa come spunto per un volo di sirene: due bronzee figure [fig5] realizzate da Alessandra Busiri Vici..

Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5

Prima classe:

Sala da pranzo “Excelsior”

Due grandi porte ai lati dell’ufficio turistico immettevano nella sala da pranzo “Excelsior” capace di ospitare in turno unico i passeggeri della prima classe.
Tutta l’area centrale del ponte Vestiboli era riservata alle ristorazione [fig6]: così come per la gemella, le due sale da pranzo di prima classe e di classe cabina erano collegate tra loro da una serie di salette riservate che all’occorrenza venivano riunite per formare un unico grande ristorante da 830 coperti.
La sala da pranzo “Excelsior” era un ambiente di forma rettangolare con i lati corti a murata e dalla superficie interrotta da dodici puntelli posti ad intervalli regolari e sfruttati dagli architetti per dare slancio al soffitto obbligatoriamente basso: vennero racchiusi in un rivestimento cilindrico leggermente scannellato che salendo si allargava a fungo in prossimità dell’attacco col soffitto e su questo si diramava verso gli altri puntelli fino a formare una sottile rete simmetrica interrotta soltanto dagli incassi per l’illuminazione indiretta [fig7].
Il bianco dei pilastri e del soffitto rendeva l’ambiente eccezionalmente luminoso mentre un importante nota di colore era data dalle poltroncine azzurre, usate in tutte le sale da pranzo come elemento di continuità, e da cinque tele ad olio dipinte da Gregorio Sciltian: quattro di queste descrivevano le stagioni in varie parti d’Italia [fig8 – “Primavera in Toscana”] mentre la quinta rappresentava una “Pesca miracolosa” [fig9].

Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9

Prima classe e classe Cabina:

Salette da pranzo intercambiabili

Le tre salette da pranzo riservate di prima classe e di classe cabina erano intercomunicanti ed avevano diretta comunicazione, alle due estremità, con le sale da pranzo principali. La necessità di riunire le classi in occasione di crociere comportò una certa uniformità nell’arredamento, tuttavia alle poltroncine azzurre si affiancò l’uso di divanetti a due posti addossati alla parete longitudinale interna e separati fra loro da abatjour con fusto in ottone [fig10]: una scelta che contribuì non poco all’intimità di questi ambienti, talvolta utilizzati per riunioni familiari o pranzi discreti [fig11].

Fig. 10
Fig. 11

Classe cabina:

Sala da pranzo “Ritz”

Il tendaggio continuo che occupava interamente le pareti a murata si sviluppava senza soluzione di continuità tra una sala e l’altra fino a raggiungere la sala da pranzo di classe cabina, un ambiente di forma allungata e irregolare [fig12], che gli architetti avevano trattato in modo da non creare squilibrio con la magnificenza del salone “Excelsior”. Anche qui i pilastri diventarono arredamento: il soffitto al centro della sala prevedeva delle volte ribassate trafitte da otto puntelli  che vi producevano squarci obliqui entro i quali era sistemata l’illuminazione indiretta.
Pannelli in rame sbalzato dello scultore Giuseppe Mazzullo occultavano le bussole girevoli delle cucine, mentre una grande opera del pittore Gianni Zanetti, “vecchie case di Roma”, decorava al centro la parete poppiera.

Vestibolo “Fornarina”

Il vestibolo di classe cabina non aveva, naturalmente, la stessa ufficialità di quello riservato ai passeggeri della prima classe, ma era comunque elegante ed assolveva egregiamente alla funzione di centro di confluenza degli scaloni, degli ascensori, dei corridoi. L’elemento dominante era ancora una volta il soffitto composto da tre leggere vele [fig13] che ben si accostavano al candore delle pareti ed al verde tenue del pavimento in gomma.
Una delicata ed originale decorazione a rilievo completava gradevolmente l’insieme: L’autore, Bruno Lisi, si era ispirato ai lavori di Raffaello e li aveva rielaborati in chiave moderna.

Fig. 12
Fig. 13

Classe turistica:

Veranda del lido e bar Salone delle feste e soggiorno-bar “Murano”MONDELLO

In occasione di crociere a classe unica, aprendo due porte del vestibolo “Fornarina”, si sarebbe potuti passare ai locali di ritrovo della classe turistica che occupavano l’estremità poppiera del ponte vestiboli.
Questi locali, vastissimi, erano stati allestiti su progetto degli architetti Attilio ed Emilio La Padula in collaborazione con Fabio Poggiolini.
Per non cadere nella abusata soluzione della pista da ballo circolare, gli artefici si erano lasciati andare alle forme del locale più vasto, la sala da ballo, che era caratterizzata da due pareti curve. In accordo con quella curvatura, ovviamente dettata dalla struttura della nave, fu posta in opera una pista per il ballo ellittica e della stessa forma fu realizzato il sistema delle luci sul soffitto: plafoniere in vetro di Murano di lunghezza e dimensioni variabili [fig14].
Per rispettare questo suggestivo disegno, anche la parete di poppa era stata artificialmente resa curva per mezzo di un pannello alle spalle del podio dell’orchestra. Su questo pannello ricoperto di tessuto rosso si stagliavano motivi metallici di gusto astratto concepiti dalla creatività di Franco Cannella [fig15].
Come sulla gemella Michelangelo, i locali di questa classe adibiti a bar ed a sala da gioco formavano un unico complesso con il grande salone delle feste appena descritto ma, all’occorrenza, potevano assumere nuovamente la loro funzione individuale grazie a porte pieghevoli a soffietto.

Fig. 14
Fig. 15

Locale comune a tutte le classi:

Cappella

Ubicata verso prua, oltre il grande scalone doppio che la separava nettamente dal vestibolo, era accessibile ai passeggeri di tutte le classi. Degna di nota è senz’altro la concezione del soffitto che caratterizzava le dimensioni dell’ambiente e lo rendeva particolarmente suggestivo: una serie di pannelli triangolari, variamente inclinati e convergenti  verso un unico centro [fig1].
Gli arredi sacri, commissionati dall’architetto Psacaropulo a Carlo Sbisà, prevedevano un altare decorato alla base da un bassorilievo bronzeo rappresentante l’Annunciazione, mentre la pala ubicata sopra la mensa, in maiolica dai delicati toni verdi, raffigurava la Madonna in trono col Bambino ed includeva nella parte inferiore un tabernacolo esagonale [fig2].
Di forma esagonale era anche il fonte battesimale: su una colonna in maiolica si innestava un bacino bronzeo sormontato da una statuetta del battista dello stesso materiale. E per non smentire questa univocità di forme e di materiali era possibile incontrare, incastonate nelle pannellature lignee delle pareti, le stazioni della Via Crucis: formelle esagonali in ceramica della stessa tonalità cromatica.
Una curiosità. Nella cappella era conservata anche una statuetta della Madonna realizzata dal Senatore Cesare Merzagora, particolarmente affezionato alla nave visto che la moglie ne era stata madrina.

Fig. 1
Fig. 2